La costanza non è mai stata il mio forte.
Non ricordo una volta nella quale ho portato a termine qualcosa, penso proprio che non ci sia.
Mi pongo degli obiettivi che poi si perdono nel flusso infinito dei miei pensieri.
Silenzio. SILENZIO.
A volte penso che la cosa a cui sono più legata siano solo i miei disturbi.
Il rapporto più stretto e intimo l'ho avuto con loro, con l'invisibile voce che ruba la mia attenzione, che disturba il mio sonno.
Con l'infondata paura di perdere il controllo, il controllo ormai già perso..
Non rimane nulla di me se non rimpianti.
Ho 19 anni e sono morta.
LIARS
bugiarda. bugiarda. bugiarda
lunedì 22 maggio 2017
sabato 19 novembre 2016
Che fatica scrivere in questo posto dopo tre anni, ho cancellato tutti miei vecchi blog, non sopporto la vecchia me.. non che sia molto diversa da quella che sono oggi, ma certamente molto meglio;
TUTTO E' MIGLIORE DA QUANDO SONO DIVENTATA UNA BUGIARDA
Alla fine tutti mentiamo, tutti mentiamo ogni giorno..
Mentiamo per il bene di qualcuno
Mentiamo per apparire migliori agli occhi degli altri
Mentiamo con gli sconosciuti
Mentiamo con gli amici, con la famiglia
Mentiamo per il bene di qualcuno
Mentiamo per apparire migliori agli occhi degli altri
Mentiamo con gli sconosciuti
Mentiamo con gli amici, con la famiglia
e soprattutto
MENTIAMO A NOI STESSI
Alla me che ero piaceva mentire a tutti, le si riempiva il cuore quando gli altri credevano alle sue storie, quanto gli altri credevano alle sue scuse, quando trovava sempre una bugia buona per ogni occasione.
Le piaceva ascoltare la sua testa parlare, una voce senza un volto che la spronava a fare sempre di più a mentire, nascondere, inventare.
Mi ricordo quanto odiavo quella voce, ma allo stesso tempo senza di lei mi sentivo persa e insicura.
Mi diceva mangia meno starai meglio, non uscire ti faranno mangiare, non ascoltarli non ti vogliono bene.
Ricordo tutte le mattine passate sopra la bilancia, che mi sbatteva in faccia numeri che non volevo vedere; i pomeriggi passati a scrivere ovunque, un foglio, uno specchio, un blog, scrivevo quanto mi sentivo sola e incompresa,
Di quei tempi mi sembrava che il mondo mi fosse caduto addosso, impertinente ed inarrestabile, e che nessuno mai mi avrebbe aiutato a portarne il peso sulle spalle,
Sabati pomeriggi sprecati a piangere da sola o a piangere da una psicologa che mi vedeva più come un assegno in bianco che come una persona.
Ricordo persino il suo sguardo quando vide il mio corpo segnato da tagli, graffi e cicatrici, diceva che se non avessi smesso lei non avrebbe più potuto tenermi in cura..
Allora decisi di fare la cosa più intelligente, iniziai a mentire a me stessa, nascondermi dietro ad una persona completamente inventata, una di quelle sicure di sé, sorridenti e pazienti.
Dopo un po' smisi di capire chi davvero fossi, la ragazza felice che mi sforzavo di essere o quella fragile che ormai si faceva vedere di rado.
Le piaceva ascoltare la sua testa parlare, una voce senza un volto che la spronava a fare sempre di più a mentire, nascondere, inventare.
Mi ricordo quanto odiavo quella voce, ma allo stesso tempo senza di lei mi sentivo persa e insicura.
Mi diceva mangia meno starai meglio, non uscire ti faranno mangiare, non ascoltarli non ti vogliono bene.
Ricordo tutte le mattine passate sopra la bilancia, che mi sbatteva in faccia numeri che non volevo vedere; i pomeriggi passati a scrivere ovunque, un foglio, uno specchio, un blog, scrivevo quanto mi sentivo sola e incompresa,
Di quei tempi mi sembrava che il mondo mi fosse caduto addosso, impertinente ed inarrestabile, e che nessuno mai mi avrebbe aiutato a portarne il peso sulle spalle,
Sabati pomeriggi sprecati a piangere da sola o a piangere da una psicologa che mi vedeva più come un assegno in bianco che come una persona.
Ricordo persino il suo sguardo quando vide il mio corpo segnato da tagli, graffi e cicatrici, diceva che se non avessi smesso lei non avrebbe più potuto tenermi in cura..
Allora decisi di fare la cosa più intelligente, iniziai a mentire a me stessa, nascondermi dietro ad una persona completamente inventata, una di quelle sicure di sé, sorridenti e pazienti.
Dopo un po' smisi di capire chi davvero fossi, la ragazza felice che mi sforzavo di essere o quella fragile che ormai si faceva vedere di rado.
TUTTO E' MIGLIORE DA QUANDO SONO DIVENTATA UNA BUGIARDA
Ho ripreso la mia vita, uscivo, ho ritrovato i miei amici e ne ho conosciuti di nuovi, una cascata di persone di cui alla vecchia me non sarebbe neppure importato il nome.
Sono ingrassata, giorno dopo giorno vedevo come il mio corpo si ingrandiva fino a non entrare più nei jeans, ne comprai di nuovi e spensi la voce, ormai diventata flebile, nella mia testa.
Ero forse una ragazza felice? Alleggerita dai grandi pensieri che mi ero trascinata dietro da sempre, vivevo in un mondo a parte dove i sentimenti pesano poco, le paranoie non esistono e apparire è tutto.
Sono una marionetta che prende parte alla sua recita ogni giorno, si sveglia, sorride, si trucca, sorride, si ingozza come un maiale e sorride.
Ma arriva ogni notte, per la perfetta me, il momento in cui nella casa cala il silenzio e sorridendo si va a dormire.
All'inizio sembra un bisbiglio ma poco dopo urla, urla così forte da farmi venire male alla testa, mi fa aprire gli occhi sudata, mi tappo le orecchie ma continuo a sentire le sue urla esauste.
Non vorrei ascoltare quelle parole, non vorrei essere ferita da tutta quella schiettezza.
Vorrei dormire, vorrei dormire per sempre.
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